“Sulle strade dell’uomo”, artículo del cardenal Cañizares en L´Osservatore Romano

cardenal cañizares
Il cardinale Antonio Cañizares Llovera sull’insegnamento sociale della Chiesa

«Non c’è economia senza persona, né sviluppo senza tenere presente l’uomo nella sua globalità». Lo ha ribadito il cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, intervenendo ad Aranjuez, ai corsi estivi della fondazione Università Rey Juan Carlos.
Il porporato, che sino alla fine del 2008 è stato arcivescovo di Toledo e primate di Spagna, ha tenuto una conferenza sul tema «persona ed economia». Partendo dalla convinzione che nel contesto attuale «a essere in gioco è la questione di Dio», ha proposto un’analisi della società, nella quale la Chiesa è chimata a essere «presente, ponendo Dio al centro di tutto». Chiaro il riferimento all’enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI, il cui titolo Cañizares ha definito «coraggioso, significativo e stimolante».
Il documento ratzingeriano ha il merito di affrontare la questione sociale, per offrire «la luce del Vangelo della quale la Chiesa è portatrice» e lo fa quarant’anni dopo la pubblicazione della Populorum progressio di Paolo VI. Così, di fronte al «complesso crocevia in cui si trova l’umanità e in piena crisi economica, Caritas in veritate propone un nuovo cammino all’uomo» e costituisce un «singolare contributo della Chiesa al mondo di oggi».
Fermo restando che non si tratta solo di un’enclica sociale, il prefetto della Congregazione per il Culto Divino ha osservato come il Papa si addentri nella situazione di crisi economico-finanziaria ormai, entrata nella quotidianità di tante famiglie, non limitandosi ai principi teorici o alle soluzione tecniche, ma invitando a tener conto delle esigenze delle persone.
Al centro della sua attenzione c’è infatti sempre l’uomo e in tale contesto, per superare la recessione non bastano gli strumenti finanziari, occorre fare affidamento sulla «forza dell’amore», su quella vicinanza che non è solo elemosina, ma solidarietà, gratuità, condivisione. Di fatto, la Chiesa non possiede soluzioni tecniche, ma ha «la missione della verità a favore di una società a misura dell’uomo», poiché, ha aggiunto il porporato spagnolo, «la verità dell’uomo è la chiave affinché nel futuro vi sia speranza per l’umanità».
Il cardinale Cañizares ha anche accennato al recente incontro tra il Pontefice e il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, mettendo in luce come uno dei temi principali dell’udienza sia stata la difesa della vita, poiché le pratiche contrarie alla dignità umana sono «la massima espressione della concezione materialistica del mondo». Contro questa visione «la Chiesa guarda al futuro con speranza» ha detto richiamando alcuni interventi di Joseph Ratzinger.
L’attuale Pontefice già negli anni Cinquanta e Sessanta, quando era professore universitario, parlava di «riprendere l’autentico concetto di fraternità cristiana, uno dei temi chiave dell’enciclica, che fino a ora non ha mai smesso di tener presente». Per Cañizares, del resto, Benedetto XVI «non è un pensatore astratto ma è inserito nel mondo» e ha sempre mostrato la capacità di conciliare fede e ragione come risposta ai problemi della modernità, difendendo lo sviluppo del pieno umanesimo e del vero progresso dei popoli. «Ha cercato di rispondere – ha sottolineato il relatore – ai grandi problemi dell’umanità e della moralità, offrendo la luce della fede come strumento di salvezza».
Quando era arcivescovo di Monaco, ad esempio, elaborò uno studio sull’Europa, nel quale sosteneva «la difesa della democrazia e del diritto», come pure la necessità di non relegare la fede all’ambito esclusivamente privato. Per questo – è stata la conclusione del cardinale Cañizares – «non c’è economia senza persona, senza risolvere le questioni dell’uomo, senza la verità dell’uomo che esige Gesù Cristo e senza il bene comune».
Anche rispondendo alle domande dei giornalisti incontrati prima della conferenza, il cardinale aveva fatto riferimento alla terza enciclica di Benedetto XVI. In particolare si è soffermato sulla parte dell’enciclica che si riferisce alla difesa della vita e ha ribadito che «le leggi devono esistere per proteggere le persone indifese e oggi vengono invece utilizzare per eliminare questi esseri deboli, innocenti e indifesi». «La medicina deve esistere – ha proseguito – per curare e non per eliminare. Le leggi devono esistere per proteggere le persone indifese».
L’attuale congiuntura economica ha notato infine il cardinale denota anche una crisi antropologica, come dice il Papa nella Caritas in veritate, poiché «a essere in gioco» sono l’uomo e la visione dell’uomo: si tratta in definitiva di «una crisi culturale, sociale, morale, una crisi dell’umanità».

(©L’Osservatore Romano – 8 agosto 2009)

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